La stimolazione magnetica transcranica è una forma di terapia basata su stimoli fisici (elettromagnetismo) mirati su determinare aree cerebrali che sono coinvolte nei processi di regolazione del comportamento di ricerca della sostanze. In altre parole, la stimolazione ripetuta induce un adattamento del circuito coinvolto nel craving (e quindi nel comportamento recidivante). La differenza con le terapie farmacologiche sta nel fatto che è mirata, e quindi non richiede la somministrazione di un agente neuro-attivo in tutto l’organismo (e il cervello).
Ad oggi, la sua diffusione ha avuto luogo in ragione della sua relativa sicurezza. Si esegue in ambulatorio e non è prevista alcuna anestesia o sedazione. La stimolazione è organizzata in un numero di sedute ravvicinate per un ciclo che richiede alcune settimane.
Non è ancora dato sapere se l’efficacia sia universale o riguardi sottogruppi, e se sia uguale e significativa per tutte le dipendenze, anche perché essa è al momento applicata per lo più in privato, e su dipendenze che non hanno trattamenti standard come quella da cocaina.
Il paziente è valutato preliminarmente, in termini di diagnosi e di controindicazioni, e anche in questo caso le proprietà psichiatriche fanno sì che possa essere utile o neutra in una serie di casi in cui la dipendenza si associa ad altri problemi mentali.